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| La
Recensione a
cura di Federica Triglia |
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| Million Dollar Baby |
| Titolo originale: |
Hotel Rwanda |
| Durata: |
121 minuti |
| Genere: |
Drammatico |
| Regia di: |
Terry George |
| Sceneggiatura: |
Terry George, Keir Pearson |
| Con: |
Don Cheadle, Sophie Okonedo, Nick Nolte, Joaquin Phoenix |
| Paese: |
Canada, Regno Unito, Italia, Sud Africa |
| Anno: |
2004 |
| Fotografia: |
Robert Fraisse |
| Montaggio: |
Naomi Geraghty |
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Ruanda, 1994. Le frange estremiste appartenenti alla tribù degli Hutu decidono di sterminare quelli che un tempo erano stati i collaboratori del governo colonialista belga, i Tutsi. Scoppia una terribile guerra civile che culmina nel genocidio di quasi un milione di persone. Paul Rusesabagina, direttore di un hotel a quattro stelle a Kigali, pur essendo di etnia Hutu, offre rifugio a più di mille Tutsi, riuscendo a salvarli dal folle sterminio.
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Tratto da una storia vera, il film è stato presentato all’ultimo Festival di Berlino ed è stato candidato a tre oscar (miglior attore, migliore attrice non protagonista e migliore sceneggiatura). Il regista e sceneggiatore irlandese Terry George si dedica ormai da anni all’impegno civile, fin da quando ha scritto con Jim Sheridan la sceneggiatura di Nel nome del padre (1993). Il suo intento, più volte dichiarato alla stampa, è stato quello di portare alla ribalta un fatto storico di cui l’occidente si è totalmente disinteressato e che soprattutto ha cancellato dalla memoria storica collettiva, una barbarie che le forze dell’ONU hanno lasciato divampare senza opporsi. La pellicola è quindi un forte atto di accusa contro un sistema politico che interviene soltanto se nutre interessi economici; anche il protagonista della storia, un Don Cheadle magistrale nel dosare le emozioni, all’inizio cerca di proteggere esclusivamente la sua famiglia, ma, di fronte ad un massacro di portata inaudita e all’indifferenza dell’occidente, compie un’impresa che gli restituisce la dignità di essere umano e lo consegna al mondo come lo Schindler d’Africa. Durante i sopralluoghi all’inizio del 2000, Terry George ha definitivamente rinunciato all’idea di girare un documentario sulla vicenda, sia perché negli Stati Uniti ne è già stato fatto uno, sia perché, come ha lui stesso dichiarato, fa feature film, pellicole cioè con personaggi e storie rielaborati dalla sua fantasia che hanno la possibilità di raggiungere una fetta maggiore di pubblico. Effettivamente ci si identifica subito con i personaggi di questa storia, scritti ed interpretati con viva partecipazione, senza retorica inutile, in modo da far appassionare sempre di più mano a mano che la vicenda si fa più complessa; forse gli sceneggiatori avrebbero potuto evitare qualche momento romantico superfluo (la prima parte della cena romantica sulla terrazza), ma nel complesso rimane la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un fatto storico che semplicemente doveva essere raccontato perché scuotesse le coscienze di tutti.
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