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| La
Recensione a
cura di Federica Triglia |
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| La morte sospesa – Touching the Void |
| Titolo originale: |
Touching the Void |
| Durata: |
106 minuti |
| Genere: |
Documentario |
| Regia di: |
Kevin Macdonald |
| Sceneggiatura: |
Joe Simpson |
| Con: |
Nicholas Aaron, Brendan Mckey |
| Paese: |
Regno Unito |
| Anno: |
2003 |
| Fotografia: |
Mike Eley e Keith Partridge |
| Montaggio: |
Justine Wright |
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1985, Ande Peruviane. Simon Yates e Joe Simpson decidono di scalare la Siula Grande, impresa mai riuscita prima a nessuno. Durante la discesa accade l’irreparabile: Joe si rompe una gamba e quindi non è più in grado di affrontare il rientro. Simon, con la morte nel cuore, taglia la corda che lo lega all’amico. Ma la forza di volontà di Joe supera la sorte avversa.
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Tratto da una storia vera, il documentario si basa sul libro scritto da Joe Simpson per riabilitare la figura dell’amico Simon, messo all’indice dalla comunità degli scalatori a causa del gesto che ha compiuto. Più che un documentario, una docu-fiction: le voci dei veri protagonisti della vicenda ci introducono nel paesaggio maestoso e al contempo minaccioso delle Ande e ci accompagnano in un viaggio in cui due attori, alpinisti provetti, ripropongono l’impresa portata a termine dai due amici. La realtà si mescola all’immaginazione ma ciò non toglie ad una storia che ha dell’incredibile il gusto dell’avventura e quel tocco di suspense e trepidazione derivati dall’incerta sorte che attende Joe. Come in un film, partecipiamo con ansia alla sventura capitata ai due, viviamo con commozione vera il momento in cui Simon, taglia la corda che lo lega all’amico, rimaniamo allibiti di fronte alla volontà di un uomo che, facendo ricorso esclusivamente alla propria autodeterminazione, riemerge letteralmente dagli abissi di una montagna/natura che lo ha inghiottito. Fa piacere ogni tanto riuscire a vedere sugli schermi (il merito è tutto della casa di produzione e distribuzione Fandango che l’ha acquistato e immesso nel circuito) dei prodotti che esulano da un mero proposito commerciale e coinvolgono soltanto con la forza del racconto, senza ricorrere all’uso del digitale per ricreare un panorama montano. Basta la natura…
Primo premio al 52° Festival del Film di Montagna di Trento.
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