Potrebbe essere definito un action movie notturno l’ultimo film di Michael Mann. All’inizio una serie di immagini montate con un ritmo frenetico ci conduce nell’immaginario losangelino tipico: luce naturale da tramonto sul Sunset Boulevard, traffico intenso di una città che non conosce tregua, cartelloni pubblicitari affissi ovunque e soprattutto gente di ogni razza, colore, religione. Tutto ciò che in pratica ci si immagina quando si pensa alla città degli angeli, tutto quello che siamo abituati a vedere come spettatori quando andiamo al cinema. Ma Michael Mann sorprende ancora una volta ribaltando il canone classico di una Los Angeles da film e introducendoci in quello che diventerà un incubo notturno ambientato in una città dalle sembianze finalmente “reali”. L’uso del digitale al 90% dovrebbe servire proprio a questo, a togliere quel look patinato e finto che sempre viene associato a L.A. e a calare quindi i personaggi in atmosfere e luoghi realistici, quasi si trattasse di un reportage giornalistico che spia la gente nel cuore della notte rubando frammenti di verità. Ed anche la storia, pur rifacendosi ad un genere in cui i personaggi hanno molto del “soprannaturale”, dell’eroe invincibile, vede come protagonista un uomo semplice, comune, con buoni principi morali, tutto preso dai suoi piccoli sogni, che viene intrappolato in una trama al limite, molto alla Hitchcock, in cui incontra persone e conosce luoghi lontani anni luce dalla propria piccola esistenza. Però, mano a mano che si addentra nella notte losangelina, nel buio più totale, allo stesso tempo il protagonista si avvicina al “cuore nero”, alla parte più dark di se stesso, rivelando anch’egli un’anima non tanto immacolata come sembrerebbe. Ciò che lo trascina in questo percorso “a ritroso” è il killer Tom Cruise, un vero cattivo che si presenta sotto mentite spoglie, negli abiti di un normale uomo d’affari. Perché secondo Michael Mann e lo sceneggiatore Beattie la linea tra bene e male è talmente sottile che a volte si può rimanere ingannati, quasi affascinati e addirittura imprigionati dal male stesso. Ma non è il caso del protagonista, che da uomo comune alla fine si trasforma in “eroe buono” suo malgrado, dopo che il killer gli ha fatto assaggiare quello che si cela al di là di quella sottile linea. In una vicenda dallo stile narrativo insolito, due vite vengono qui condensate nell’arco di una notte; sembrano addirittura scelte a caso, tra quei sei miliardi di persone che popolano il mondo e che, secondo il killer Tom Cruise, sono totalmente indifferenti l’uno all’altro. Tranne che in questo frangente, dove diventano in realtà uno specchio dell’altro, riflesso della propria anima, anche della più nera.
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