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| La
Recensione a
cura di Federica Triglia |
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| Saw - L'enigmista |
| Titolo originale: |
Saw |
| Durata: |
102 minuti |
| Genere: |
Thriller |
| Regia di: |
James Wan |
| Sceneggiatura: |
James Wan e Leigh Whannell |
| Con: |
Leigh Whannell, Cary Elwes |
| Paese: |
Stati Uniti |
| Anno: |
2004 |
| Fotografia: |
David A. Armstrong |
| Montaggio: |
Kevin Greutert |
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Due uomini si risvegliano incatenati al muro di una fatiscente stanza da bagno. In tasca hanno delle buste con un’indicazione: per sopravvivere uno deve uccidere l’altro. Hanno otto ore di tempo a disposizione, durante le quali il loro carceriere li invita in una sorta di sciarada con il morto.
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Girato in appena una ventina di giorni, con un budget di un milione di dollari, il film si è trasformato nel fenomeno dell’anno: ha incassato in poco più di un mese una cifra pari a 54 milioni di dollari diventando grazie al passaparola un vero cult. Il successo è dovuto sicuramente ad un’azzeccata miscela di ingredienti: Saw è un compendio di film quali Seven, The Cube e My little eye. A questo cocktail basta aggiungere una buona dose di originalità nella storia e soprattutto un finale a sorpresa che sbalordisce gli spettatori. Una cosa interessante da segnalare è che il regista James Wan è sicuramente dotato nel seminare e far crescere la suspence: per quasi tutto il film si rimane inchiodati alla poltrona di fronte ad una vicenda ricca di tensione e di mistero. Ma soprattutto è abile nell’utilizzare il flashback per costruire una sorta di puzzle narrativo ad incastro, nel quale rimescola continuamente le carte in gioco fino a che il film non si trasforma in un vero rompicapo la cui soluzione è assolutamente imprevedibile. Unica nota negativa è il finale lasciato aperto, che prelude ad un nuovo capitolo e quindi ad uno sfruttamento ad oltranza del serial killer enigmista. Ultima curiosità: il manichino usato dall’assassino per annunciare alle sue vittime la morte che toccherà loro sembra quello usato da Dario Argento in una famosa sequenza di Profondo rosso. Gli appassionati del genere ne saranno certamente lusingati e non di meno il regista italiano.
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