|
Tuttospezia
Cinema
|
|

La
programmazione
Tutti i film delle sale spezzine e della provincia
La
Recensione
La scheda del film che tuttospezia propone questa settimana
Archivio
L'archivio di tutte le schede dei film realizzate da tuttospezia
Archivio news
L'archivio di tutte le news del cinema pubblicate da tuttospezia
Speciali
|


|
|
 |
 |
| La
Recensione a
cura di Federica Triglia |
|
 |
|
 |
|
| The Grudge |
| Titolo originale: |
The Grudge |
| Durata: |
96 minuti |
| Genere: |
Horror |
| Regia di: |
Takashi Shimizu |
| Sceneggiatura: |
Stephen Susco (dall’originale di Takashi Shimizu) |
| Con: |
Sarah Michelle Gellar, Jason Behr, Kadee Strickland, Bill Pullman |
| Paese: |
Stati Uniti, Giappone |
| Anno: |
2004 |
| Fotografia: |
Hideo Yamamoto |
| Montaggio: |
Jeff Betancourt |
|
|
|
Karen, studentessa americana trasferitasi per un anno in Giappone al seguito del fidanzato, riceve l’incarico di seguire un’anziana signora affetta da una seria malattia mentale. Ma la casa della donna si rivelerà un luogo infestato da oscure presenze mortifere che perseguitano chiunque varchi la soglia dell’abitazione.
|
|
La paura arriva dall’Oriente: è questo il sottogenere horror che sta facendo lavorare a pieno ritmo gli studios americani, impegnati sia nel seguito di The Ring che in numerose pellicole basate su film di successo nippo-coreani. Esce oggi in Italia il blockbuster che ha terrorizzato i giovani teen-ager d’oltreoceano, The Grudge, che, nonostante il clima di attesa creato, è poco più di un esile filmetto per giovani alla ricerca del brivido ad ogni costo. In effetti i momenti che fanno sussultare lo spettatore sulla poltrona vengono profusi con generosità dal regista; ciò che invece appare piuttosto scarna, addirittura ermetica è proprio la sceneggiatura, in cui si accenna appena al fulcro della vicenda, a quello cioè che genera la catena inspiegabile di morte, a notevole discapito della comprensione della trama. Nessuno pretende che tutto venga spiegato nei minimi particolari, ma sembra quasi che lo sceneggiatore abbia voluto intenzionalmente lasciare la storia avvolta nel mistero, in vista di un sequel o forse di una trilogia in cui la vicenda e i personaggi emergano gradualmente nella loro interezza. Perciò rimane forte l’impressione di trovarsi di fronte ad una mera operazione commerciale, concepita per sfruttare il pubblico giovane, di norma attratto dalle storie del brivido; non si capisce invece (o lo si può intuire) per quale motivo il regista Shimizu abbia accettato di prendere parte a questo scialbo rimaneggiamento dell’originale da lui scritto e diretto. Pare che il film nipponico sia molto più terrificante: l’orrore viene costruito lentamente, mano a mano che la storia della strage familiare si dipana, mostrando alla fine la follia omicida che travolge la casa e la impregna dalle fondamenta alla soffitta di violenza atroce ed assurda, generatrice di inquietanti presenze maligne che uccidono per vendetta. Chissà se è stata effettivamente la rigida censura americana ad impedire che la versione originale venisse ripresa integralmente, oppure si tratta di un espediente dei produttori per rimandare il pubblico ad un prevedibile secondo capitolo. Il dubbio rimane. Incolore l’interpretazione dell’ “ammazzavampiri” Sarah Michelle Gellar; forse dipende dal fatto che la sua partecipazione è stata ridotta all’osso dalla sceneggiatura. Vedremo nel sequel.
|
|
| |
|
|
|
|
|