Ad Hogwarts il quarto anno scolastico inizia con una sorpresa: il castello ospiterà il famigerato “Torneo Tremaghi”, nel quale i campioni di tre diverse scuole di magia si contenderanno la gloria eterna. Per Hogwarts gareggerà Cedric, ma anche Harry Potter si ritrova misteriosamente iscritto alla prova.
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Continuano le avventure del maghetto più famoso del mondo; questa volta il percorso formativo dei tre amici attraversa la fase più critica per i giovani, quella del passaggio dalla pubertà all’adolescenza. Vediamo dunque entrare in gioco i classici clichè che accompagnano l’andamento di questa fase: si comincia con le piccole invidie tra amici (la popolarità di Harry Potter inizia a salire in maniera esponenziale), le prime infatuazioni (Hermione cede alle lusinghe del classico “bello senza cervello” di turno, Harry insegue la ragazza dei suoi sogni, mentre Ron è alle prese con la prima cottarella), ed infine la difficoltà di concentrarsi nello studio poiché i pensieri vagano in svariate ed incontrollabili direzioni; ma, anche per chi è dotato di superpoteri, l’esistenza non è tutta rose e fiori. Non dimentichiamo dunque che Harry è l’eletto (d’altronde la cicatrice sulla fronte dimostra chiaramente di essere sfuggito in fasce all’attacco mortale di Lord Voldemort, che non ha dimenticato l’affronto e ha giurato vendetta); perciò, il ragazzo deve dimostrare sul campo le proprie abilità, le quali sono ancora piuttosto indefinite, come egli stesso ammette candidamente. E’ noto infatti che la linea di confine tra il bene e il male è alquanto labile, per cui anche il supercampione è destinato a combattere il proprio “lato oscuro”, resistendo strenuamente alle forze maligne che lo attirano verso il baratro dell’autodistruzione. E’ questo, appunto, ciò che determina il progressivo incupirsi della trama, il fatto che Harry sta andando incontro alla propria “anima nera”, congiuntura che si verificherà puntualmente nei prossimi episodi della saga. Alla regia del quarto episodio troviamo per la prima volta un regista inglese, Mike Newell, (Quattro matrimoni e un funerale e il recente Mona Lisa Smile), che ci regala un tentativo di approfondimento psicologico dei personaggi; per il resto, come è accaduto per gli altri capitoli, gli effetti digitali la fanno da padrone. L’unico aspetto positivo di questo genere di pellicole potrebbe essere la formazione di un pubblico adolescente che, crescendo,sposti la propria attenzione anche verso altri film, creando a questo modo un flusso continuo nelle sale; il problema è che gli interessi personali non riescono a trovare uno sbocco adeguato all’età, visto che, ormai, la Playstation è anche portatile e il divario tra videogioco e pellicole simili è sempre più labile…
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