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| La
Recensione a
cura di Federica Triglia |
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| La sposa cadavere |
| Titolo originale: |
Corpse Bride |
| Durata: |
76 minuti |
| Genere: |
Animazione |
| Regia di: |
Tim Burton e Mike Johnson |
| Sceneggiatura: |
Pamela Augist, John Pettler, Caroline Thompson |
| Con: |
Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Emily Watson |
| Paese: |
Gran Bretagna |
| Anno: |
2005 |
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Victor, erede di una famiglia borghese arricchitasi con il commercio, deve sposare la bella Victoria, rampolla di una dinastia di sangue blu caduta in miseria. Le prove del matrimonio combinato si rivelano un disastro; Victor fugge nel bosco dove accade l’impensabile...
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Dieci anni dopo il successo di Nightmare Before Christmas Tim Burton torna sul set di un lungometraggio di animazione. Come è accaduto per il precedente, il nuovo gioiello burtoniano ha richiesto un tipo di lavorazione che fonde armonicamente una maestria artigianale alla Ray Harryhausen (il mago dell’animazione a cui viene reso doveroso omaggio) con la tecnologia odierna, costituita da fotocamere digitali che “fissano” ventiquattro volte al secondo i movimenti di pupazzi fatti di silicone e metallo (la tecnica della stop motion). Ne è scaturita una creatura strana per chi è abituato alle usuali visioni di celluloide, ma è noto, Tim Burton ama stupire. E lo fa nuovamente, partendo questa volta da macabri rituali antisemitici che si verificavano in Russia secoli fa, in cui le spose ebree venivano uccise e sepolte con l’abito nuziale insanguinato, per porre fine così alla diffusione della razza ebraica. Trasposta sullo schermo la storia ha subito mutamenti radicali: i fatti di sangue che hanno ispirato il regista sono stati completamente eliminati, tanto che la sposa cadavere del titolo viene uccisa per altri motivi e in un modo che non viene assolutamente rivelato. Nonostante ciò, l’universo ricreato dal team di sceneggiatori e registi mantiene intatti i toni da favola dark soprattutto quando racconta le vicende terrene, mentre si illumina di vita quando tratta dei morti, sconfinando in una vera e propria dimensione paradossale scandita da ritmi jazz e infarcita di citazioni cinefile (da Walt Disney a Via col Vento a Scarpette rosse). Una love story atipica, ricca di buoni sentimenti,ideale per adulti dal cuore di bambino capaci ancora di commuoversi e divertirsi.
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