“Ispirato a fatti realmente accaduti”. La storia vera di Lady Henderson e della sua poco ortodossa concezione di “spettacolo teatrale” ( i tableaux vivants impersonati da ragazze completamente nude fecero scalpore nella Londra puritana dell’epoca) costituiscono uno spunto frizzante e divertente per mettere in scena l’eterno conflitto/binomio verità-finzione. In questo caso però, il tema centrale viene affrontato come un esplicito omaggio alla tradizione teatrale inglese, in particolar modo a quella del vaudeville, genere costituito da un’alternanza di siparietti comici e numeri musicali che nel film è riproposto con colorita fedeltà filologica. Ma, oltre a questo evidente richiamo al teatro popolare, Lady Henderson presenta non sembra dimenticare, soprattutto in sede di sceneggiatura, le commedie brillanti di Noël Coward: come non pensare ai dialoghi vivaci, ai motti di spirito, agli scambi di battute pungenti ed ironici scritti dal commediografo inglese di fronte agli scontri frontali tra la viziata Lady Henderson e l’autoritario direttore di teatro Vivian Van Damm? Se da una parte, quindi, i conflitti verbali tra i due protagonisti alimentano il versante comico, dall’altra la brutale irruzione della Seconda Guerra Mondiale nello spensierato tran tran quotidiano del teatro Windmill suscita amare e tragiche considerazioni sulle necessità di ulteriori lotte tra popoli; ad ogni modo, lo spettacolo deve andare avanti, sempre e comunque, perché intrattenere e godere dell’intrattenimento non è una forma di rifiuto o di allontanamento da ciò che ci circonda, bensì un modo per affrontare i dolori e le tragiche prove che la realtà ci riserva. Perché in fondo la vita non è altro che una osmosi continua tra verità e finzione, senza l’una non potrebbe esistere l’altra e viceversa. Motore e centro del film è la superlativa Judi Dench, la lady Henderson del titolo, spalleggiata da un ottimo Bob Hoskins (forse alle loro schermaglie è stato lasciato spazio eccessivo): sono un esempio di come si raggiunga un livello eccelso di recitazione grazie a solide basi tecniche e a tanti anni di gavetta sul palcoscenico alle spalle. E pensare che in Italia basta essere modelli o veline…
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