Da esperto sinologo quale è il direttore della mostra del cinema di Venezia Marco Müller non si smentisce: sarà infatti un film cinese ad aprire il festival numero 62. Si tratta di Seven Swords, un colossal epico diretto da Tsui Hark, regista a cui Quentin Tarantino ha pubblicamente tributato lodi sperticate. Un’apertura in grande stile quindi e una grossa vittoria; ma non è la sola perché Müller è riuscito ad inserire in concorso anche l’attesissima ultima fatica del geniale regista Terry Gilliam, Ifratelli Grimm, che annovera tra i protagonisti la bellezza tutta mediterranea di Monica Bellucci. Il glamour hollywoodiano non si ferma qua, perché dagli Stati Uniti arriva anche la seconda prova dietro la macchina la presa del bello e impossibile George Clooney; un film impegnato e impegnativo, Good Night and Good Luck racconta la battaglia di un anchorman televisivo degli anni cinquanta contro il mostro del maccartismo. Altro attore a cui piace cimentarsi nella regia è John Turturro che si è divertito, questa volta, a giocare con il musical, il genere americano per eccellenza, con un film dal titolo Romance & Cigarettes. A controbilanciare i filmoni americani e le numerose produzioni orientali, l’Italia è in gara con tre film, incentrati su vicende al “femminile”: La seconda notte di nozze, di Pupi Avati, I giorni dell’abbandono, di Roberto Faenza e La bestianel cuore di Cristina Comencini. Da segnalare l’ultimo film di Park Chan Wook, Simpathy for LadyVengeance, che chiude la personale trilogia sulla vendetta ideata dal regista coreano, inaugurata dal bellissimo e scioccante Simpathy for Mr. Vengeance e proseguita con Old Boy. Imprescindibile la presenza dell’ultranovantenne Manoel de Oliveira con Espello magico. Evento straordinario della mostra potrebbe essere (“potrebbe” in quanto non ancora confermato) l’ultimo film di Takeshi “Beat” Kitano, Takeshis’, mentre gli “scandali”, immancabili in ogni festival che si rispetti, arriveranno quasi sicuramente dalla pellicola di Abel Ferrara, Mary, ulteriore rivisitazione della passione di Cristo e da Brokeback Mountain, una sorta di western dai risvolti omosessuali. Il colpo grosso è però l’anteprima europea del film di Ron Howard, Cinderella Man, con un Russel Crowe sicuramente in lizza per gli oscar dell’anno prossimo, che verrà proiettato fuori concorso: è la storia di un pugile che combatte per sopravvivere durante il periodo della Grande Depressione. Annunciato da tempo, presidente della giuria è lo scenografo premio oscar Dante Ferretti; ad accompagnarlo in questa esperienza Acheng, Claire Denis, Edgar Reitz, Emiliana Torrini, Christine Vachon e Amos Gitai.
Previsioni? Qualche premio potrebbe aggiudicarselo il film di Clooney; per gli italiani, la nostra Margherita Buy dovrebbe vedersela con la Isabelle Huppert di Gabrielle, film in concorso di Patrice Chéreau. Chissà se qualche premio finirà anche nelle mani del regista Patrice Garrel, che con Les amants réguliers ritorna all’ormai mitico maggio parigino del ’68.
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