Che ne sarà della mostra del Cinema di Venezia?
La domanda che ci poniamo è lecita dato che, secondo numerose indiscrezioni, la festa del cinema di Roma si è aggiudicata, forse sottraendoli al Lido, un pugno di film sulla carta piuttosto accattivanti, a cominciare dal secondo capitolo della “trilogia londinese” di Woody Allen, Scoop, con Scarlett Johanson e Hugh Jackman e da The Departed di Martin Scorsese, con Jack Nicholson, Leonardo Di Caprio e Matt Demon.
A Venezia vedremo comunque The Black Dahlia (La dalia nera), film che inaugurerà la 63a Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Nonostante tutto, un inizio promettente; la pellicola è infatti una delle più attese di tutta la stagione 2006-2007, non soltanto perché è tratta dal capolavoro di James Ellroy, ma anche per il fatto che è costruita sul filo di un’ambiguità dalle sfumature molto dark assai ricorrente nella filmografia del regista Brian De Palma.
Sembra strano ma anche altri film in concorso sono basati su romanzi di successo, come Children of Men, del regista Alfonso Cuaròn, intreccio semifantascientifico architettato dalla regina della detective story all’inglese P.D. James. Si passa invece al frivolo mondo della moda ne Il diavolo veste Prada, bestseller trasformato in una classica commedia made in U.S.A. con una luciferina Meryl Streep, già pronta, pare, per una nuova nomination.
Per quanto riguarda gli Oscar, dobbiamo forse prepararci ad un bis? La pellicola Infamous, in concorso a Venezia ruota, come Truman Capote – A sangue freddo, attorno alla biografia del famoso giornalista e scrittore Truman Capote, interpretato, si mormora, da un Toby Jones in stato di grazia. Philip Seymour Hoffman è avvertito.
Sul versante italiano, registriamo con rammarico che il meglio del nostro cinema contemporaneo è emigrato a Roma: Tornatore, Monicelli, Comencini, Olmi e Virzì hanno infatti optato per la kermesse romana, non pensando, forse, che Venezia è uno dei Festival più importanti del mondo. Unico sopravvissuto, per il momento, La stella che non c’è, di Gianni Amelio, protagonista Sergio Castellitto.
Quest’anno presidente di giuria sarà la “bella di giorno” Catherine Deneuve (da segnalare che in concorso si vedrà il sequel del famosissimo film di Bunuel, Belle toujours, diretto dall’ormai immortale Manoel De Oliveira); tra i giurati compare il nome di Michele Placido, che sembra aver perdonato i fischi ricevuti al Lido per il suo Ovunque sei.
E l’ultimo capolavoro annunciato di Clint Eastwood, Flags of our Fathers sulla battaglia di Iwo Jima, dove troverà posto? A Venezia o a Roma?
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