Tra le nomination per le sezioni più importanti annunciate ieri, 31 gennaio, a Los Angeles dal presidente dell’Academy of Motion Pictures e dalla vincitrice dell’Oscar come attrice non protagonista Mira Sorvino per La dea dell’amore (di Woody Allen, 1995), la sorpresa più eclatante per noi italiani è stato l’annuncio della candidatura del film La Bestia nel cuore (in inglese ribattezzato Don’t Tell) nella categoria Miglior Film Straniero. La pellicola, diretta da Cristina Comencini, per la quale Giovanna Mezzogiorno era stata insignita della Coppa Volpi al Festival di Venezia, ha come rivali agguerriti il recente vincitore del Golden Globe Paradise Now, il tedesco La rosa bianca, il francese Joyeux Nöel e la rivelazione sudafricana Tsotsi, storia di rivalità tra gang nella periferia più degradata. Come da copione, invece, I segreti di Brokeback Mountain ha ottenuto ben otto nomination, tra cui Miglior Film, Miglior regia, Miglior Attore Protagonista (Heath Ledger), Miglior Attrice non Protagonista (Michelle Williams) e Miglior Attore non Protagonista, Jake Gyllenhal. Quest’ultimo se la dovrà vedere con il George Clooney in veste di agente della CIA di Syriana, ruolo per il quale ha già ricevuto il Golden Globe; ma il bel George si candida a protagonista incontrastato degli Oscar poichè è stato insignito di altre due candidature, una per la Regia e una per la Sceneggiatura Originale di Good Night and Good Luck, che concorre anche nelle sezioni Miglior Film e Miglior Attore Protagonista con David Strathairn, premiato a Venezia con la Coppa Volpi. Il controverso Munich di Steven Spielberg, poco apprezzato in patria e fortemente attaccato da Israele per la versione fornita dal regista di ciò che è accaduto dopo la strage terroristica alle Olimpiadi del 1972, è comunque entrato nelle categorie Miglior Film e Migliore Regia. Non ancora uscito in Italia, Capote, biografia del romanziere e sceneggiatore Truman Capote, ha raccolto ben cinque nomination, Miglior Film, Regia (Bennet Miller), Sceneggiatura non Originale, Migliore Attrice non Protagonista per Katherine Keneer e Miglior Attore Protagonista per Philip Seymour Hoffman, dato da tutti come probabile vincitore. Quattro candidature tra le più importanti sono state assegnate a Crash, la sorpresa del botteghino statunitense: Film, Regia e Sceneggiatura Originale per Paul Haggis (lo sceneggiatore di Million Dollar Baby), Migliore Attore non Protagonista per il redivivo Matt Dillon. Sul versante Miglior Attrice Protagonista sembra che la Felicity Huffman di Transamerica non abbia avversarie in grado di ostacolare il suo cammino verso l’Oscar; l’unica “minaccia” potrebbe essere la vincitrice del Golden Globe Reese Witherspoon per Walk the Line, biopic del cantante Johnny Cash, qui interpretato da Joaquin Phoenix, nominato nella sezione Miglior Attore. Chiudiamo con un’ultima nota dolente: dimenticati anche quest’anno due grandi autori del cinema, Woody Allen e David Cronenberg. Match Point ha ricevuto la nomination per la Sceneggiatura Originale mentre A History of Violence, forse il più bel film dell’anno, è stato candidato nelle sezioni Sceneggiatura non Originale e Miglior Attore non Protagonista con il sempre bravo William Hurt. Numerose le Nomination tecniche per il King Kong di Peter Jackson.
Appuntamento, quindi, il 5 marzo (per gli abbonati di Sky si comincia alle 23,30 con la diretta da Los Angeles su SkyCinema1)!
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